

LE INTOLLERANZE
Per ogni individuo esistono determinate sostanze, talvolta assolutamente insospettabili, che lo intossicano (spesso proprio i cibi che più piacciono) e che quindi sono incompatibili con il sistema immunitario. Ingerendo tali alimenti si verifica un fenomeno di reazione citotossica che distrugge parte dei globuli bianchi; gli enzimi liberati entrano in circolo, attaccano i tessuti e provocano irritazione in intere aree del corpo, con conseguenti reazioni a catena. Tali reazioni dette “intolleranze alimentari ritardate” sono note come “incompatibilità alimentari”, tipiche del metabolismo ritardato.
Con sintomi diversi da soggetto a soggetto, le incompatibilità alimentari producono disturbi che si manifestano anche a distanza di 15/72 ore dall’ingestione dell’alimento responsabile (sono diverse dalle allergie classiche, che invece si manifestano immediatamente con l’assunzione del cibo reattivo).
Si deve parlare d’Intolleranza Alimentare tutte le volte che la risposta anomala ad un alimento o ad un additivo non coinvolge solo il sistema immunitario.
Talvolta le allergie ed incompatibilità possono coincidere.
LA DIFFERENZA TRA ALLERGIE E INTOLLERANZE
Il medico viennese Clemens Von Pirquet, nel 1906 definì per la prima volta il termine “allergia” come “un’alterata capacità acquisita e specifica che reagisce a sostanze estranee alle cellule dell’organismo.”Più semplicemente, s’intende per allergia una reazione eccessiva del sistema immunitario nei confronti di sostanze non prodotte dall’organismo, ma provenienti dall’esterno detti antigeni (cibo, inquinanti, sostanze chimiche, veleni di animali ecc.).
Queste sostanze sono riconosciute dal sistema immunitario grazie alle immunoglobuline Ig, una sorta di bandierine segnaletiche che si attaccano al corpo estraneo, formando l’anticorpo e indirizzando i globuli bianchi (leucociti) sul bersaglio da attaccare. Una delle conseguenze di tutto ciò è la liberazione di istamina, sostanza prodotta dall’organismo altamente infiammatoria, che ad alte dosi può dare una reazione dose-dipendente immediata ed acuta ,cioè il tipico shock anafilattico.
Le Intolleranze alimentari invece si distinguono dalle allergie poiché non presentano immunoglobuline e liberazione di istamina, ma gli stessi antigeni possono su alcuni soggetti sensibilizzare il sistema immunitario, infatti per ogni individuo esistono determinate sostanze (alimenti, sostanze chimiche, funghi, inquinanti, ecc.) talvolta assolutamente insospettabili, che lo potrebbero intossicare; spesso sono gli alimenti preferiti, che si assumono abitualmente e che possono diventare incompatibili con l’organismo.
Ingerendo tali alimenti si può verificare un fenomeno di reazione leucocitotossica, che, come si è visto in vitro, danneggia parte dei globuli bianchi; gli enzimi liberati dovuti alla lisi (rottura) dei leucociti entrano in circolo, questi attaccano i tessuti provocando irritazioni a organi, apparati o intere aree del corpo, con conseguenti reazioni a catena.
Inoltre in vitro, si è visto che anche le piastrine ed i globuli rossi (eritrociti) possono subire reazioni anomale. Tali reazioni dette “incompatibilità alimentari ritardate” sono note come “intolleranze alimentari” tipiche del metabolismo ritardato. Con sintomi diversi da soggetto a soggetto, le intolleranze alimentari producono disturbi che si manifestano anche a distanza di 15/72 ore dall’ingestione dell’alimento responsabile, talvolta anzi è necessario ripetere per più giorni la sua introduzione per poter vederne i sintomi comparire.
Le Intolleranze sono quindi ben diverse dalle allergie classiche, che invece si manifestano immediatamente con l’assunzione dell’elemento incriminato; questo considerato come nemico dal sistema immunitario, che scatena una reazione immediata ed a volte talmente forte ed incontrollata, da essere pericolosa.
Le intolleranze alimentari provocando, in modo diretto o indiretto alterazioni a carico di qualsiasi organo, apparato o tessuto, disturbi che a lungo andare a causa di abitudini alimentari monotone, possono diventare cronici, assumendo sempre gli stessi alimenti, anche se a piccole dosi ma costantemente. Inoltre si può avere alle volte una cross reattività, cioè una sensibiliità verso molecole simili contenute in alimenti diversi assunti contemporaneamente, che reagendo fanno in modo di sommare le singole reazioni di intolleranza, amplificando i disturbi.
IL PRIME TEST
Il Prime Test (messo a punto negli Stati Uniti dal Preventive Care Center) è un test ematico in vitro di tipo leucocitotossico LAST (Leucocyte Antigen Sensitivity Test), esame completo per rilevare le intolleranze o incompatibilità alimentari nascoste, che valuta: 60, 110 o 180 elementi, tra alimenti e sostanze chimiche.
Consiste in un semplice prelievo di sangue da cui se ne estrae il siero arricchito di leucociti (globuli bianchi) ed una piccolissima quantità di eritrociti (globuli rossi), il mix leucocitario messo a contatto con gli antigeni, può reagire o meno ed in caso di positività, a seconda della gravità citotossica, a carico dei globuli bianchi, vengono valutati da 1 a 4 livelli di reazione, il paziente dovrà eliminare dalla dieta quel determinato elemento da uno a sei mesi a seconda della gravità di reazione, per poi reintrodurlo gradualmente.
Si ritiene fondamentale avere un’ampia gamma di alimenti testati, sia per il quadro generale delle intolleranze sia per facilitare la scelta alimentare, in vista di una mirata ed equilibrata dieta di eliminazione. Negli anni sono stati preparati dei pannelli speciali con alimenti più frequentemente assunti dai pazienti Italiani.
NutritionCenterItalia